Cannabis legale
La Cannabis sativa e la Cannabis indica sono le due varietà di cannabis più comunemente utilizzate: una pianta che contiene circa 540 composti chimici, di cui più di 100 sono classificati come cannabinoidi. Il composto generalmente responsabile dell’effetto psicoattivo è il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC); il cannabidiolo (CBD) non produce questo effetto ed è tuttora oggetto di studio per i suoi possibili impieghi, senza che al momento esistano conclusioni scientifiche consolidate sui suoi effetti terapeutici.
La cannabis legale si trova in formulazioni diverse, che contengono composti psicoattivi e non. I concentrati possono essere inalati o vaporizzati; i prodotti per l’ingestione orale comprendono tè ed estratti; i prodotti topici includono oli e lozioni.
La potenza del contenuto di THC nei campioni di cannabis ricreativa è aumentata notevolmente nel tempo, con un incremento del rapporto tra componenti psicoattive e non psicoattive osservato negli ultimi decenni. Ciò significa che alcuni prodotti attualmente disponibili possono avere una maggiore concentrazione di THC rispetto al passato.
Farmacocinetica del THC
L’assorbimento e la distribuzione del THC variano molto a seconda della via di somministrazione e delle caratteristiche individuali. Se consumato per inalazione, l’inizio dell’azione è in genere entro 10 minuti, con una biodisponibilità sistemica dall’11% al 45%. Per via orale, l’assorbimento è più variabile a causa del metabolismo epatico, con livelli di picco riportati da 1 a 6 ore dopo l’ingestione e una biodisponibilità sistemica dal 4% al 20%.
Il metabolismo della cannabis avviene tramite due citocromo ossidasi epatiche, CYP2C9 e CYP3A4. La sua emivita plasmatica varia da 1 a 3 giorni negli utilizzatori occasionali fino a 13 giorni in quelli cronici, ed è eliminata attraverso feci e urina. Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce il parere di un medico.